La noia che fa crescere: perché i bambini ne hanno bisogno
La noia non è un problema da risolvere, ma un’occasione preziosa per lo sviluppo dei bambini. In un mondo pieno di stimoli, imparare a stare nel vuoto fertile è fondamentale per coltivare creatività, autonomia e immaginazione. La noia non deve essere considerato un ostacolo ma una risorsa educativa da valorizzare.
«Mamma, mi sto annoiando!»
Quante volte i genitori, soprattutto durante l’estate, si sentono rivolgere questa frase con tono lamentoso, come fosse un problema urgente da risolvere, qualcosa di inaccettabile, da evitare.
E invece, è proprio l’opposto: la noia è un’esperienza fondamentale nella crescita dei bambini. Non è un vuoto da riempire in fretta, ma uno spazio da custodire, perché è lì che nasce l’immaginazione.
Quando un bambino si annoia, il cervello non si spegne, anzi: si attiva in modo diverso.
I neuroscienziati parlano di “default mode network”, una sorta di modalità automatica che entra in funzione quando la mente non è impegnata in un compito preciso. È proprio in quei momenti che il cervello comincia a vagare, a mettere insieme pensieri, emozioni, ricordi… e da lì prendono forma le idee.
La noia, insomma, è come un terreno lasciato a riposo che si prepara a dare nuovi frutti.In un tempo in cui i bambini sono spesso sommersi da stimoli – tablet, giochi strutturati, attività organizzate e mille sollecitazioni visive e sonore tutte insieme – si rischia di non lasciare loro mai lo spazio per ascoltarsi davvero.
Eppure, crescere significa anche imparare a stare nel tempo “vuoto”, a inventarsi qualcosa da soli, ad abitare l’attesa senza ansia.
La noia non è un nemico da cui proteggerli, ma un’opportunità che dovremmo imparare a difendere.
È in quei momenti sospesi che i bambini imparano a conoscersi, a creare, a diventare protagonisti attivi del loro tempo.
E allora, cosa dire e fare quando un bambino ci guarda e ci dice che si sta annoiando?
Possiamo accogliere quel momento con calma e rispondere: «Succede a tutti di annoiarsi, a volte è l’inizio di qualcosa di bello».
Oppure: «Chissà cosa potresti inventare adesso!». Possiamo proporre con leggerezza: «Perché non costruisci qualcosa con quello che trovi in casa?» o semplicemente: «Prova a pensare a un gioco tutto tuo».
Non servono soluzioni pronte, ma fiducia: fiducia nel fatto che, anche senza uno schermo o un’attività organizzata, i bambini possano trovare dentro di sé le risorse per riempire quel tempo. E magari, proprio da lì, nascerà qualcosa di unico.